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America Latina: la luce e le tenebre nel cuore di un uomo

Per trovare un filo di Arianna che ci guidi nel labirinto del nuovo film dei fratelli D’Innocenzo, forse può aiutarci partire dal titolo, l’elemento più criptico di questo viaggio nel baratro della follia.

America Latina, un nome che evoca a noi forestieri atmosfere esotiche ed erotiche di terre lontane, dove il mare e la terra fanno l’amore e la passione si irradia come un raggio di sole nel mistico scorrere del tempo. Fin dal titolo, il nuovo film di Fabio e Damiano D’Innocenzo anticipa il suo scollamento dalla realtà, rivelando un inganno della percezione. 

La pianura pontina è l’America Latina di Massimo Sisti, affermato dentista, marito di una bellissima donna e padre di due splendide fanciulle. Quello di Massimo è il Paradiso Terrestre, dove tre donne danzano come ninfe gloriose nel giardino della  pubertà e della maturità sessuale. La sua America Latina. 

Non si può parlare di America Latina senza pensare a due pellicole che hanno sondato le regioni più tenebrose della psiche: Psyco e Shining. Nel film dei D’Innocenzo ritroviamo quella rappresentazione del subconscio che attraverso il cinema diviene architettura, e la cantina di Massimo ci ricorda la casa sulla collina di Norman Bates, o la camera 237 di Jack Torrance. 

Cosa si cela, nella cantina di Massimo? Vi è imprigionato il seme di quella proiezione di una vita immacolata e femminea che Massimo crede reale, un goffo tentativo di dare forma al proprio bisogno d’amore. 

America Latina è una storia d’amore, come l’hanno definita i due registi. La storia di un uomo che si aggrappa disperatamente e con tutto il suo essere alla sua impossibilità di instaurare relazioni con il proprio lato femminile, soffocato da una figura paterna che non ammette lacrime. I veri uomini non piangono mai.

In questo senso, il film si presenta come un disperato e grottesco ritratto della condizione maschile, del disagio esistenziale che l’uomo porta con se nel suo relazionarsi con il proprio essere, tanto da creare fratture capaci di condurlo verso pericolose derive che spesso sfociano nella cronaca nera.

America Latina è una storia d’amore, senza dubbio, un amore soffocato e affogato in una cantina buia, dove noi stessi imbavagliamo ciò che ci renderebbe liberi di esternare ciò che siamo veramente. Un fuoco di luce, che minaccia di sbocciare

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