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Recensioni,  Thriller

Le Verità Nascoste: quando Hitchcock incontrò i fantasmi del passato

La genesi de Le Verità Nascoste di Robert Zemeckis parte da una prima sceneggiatura ricevuta dall’amico Steven Spielberg, e scritta da Clark Gregg. La ghost story con Michelle Pfeiffer ed Harrison Ford conquistò i botteghini del mondo intero.

Non si può parlare de Le Verità Nascoste senza fare riferimento al maestro della suspense, Alfred Hitchcock, dal momento che il film è innanzitutto un grande omaggio ai film del regista e ai suoi escamotage narrativi.

In seguito alla partenza di sua figlia Caitlin per il college, Claire Spencer (Michelle Pfeiffer) si trasferisce nel Vermont col suo secondo marito, lo scienziato e professore Norman. Nella nuova casa, sinistri accadimenti iniziano a verificarsi, mettendo a dura prova l’equilibrio psicologico della donna.

Il film è una ghost story dall’impianto classico, ma che riesce con diversi twist narrativi a mantenere alta la tensione per tutta la durata della pellicola. Se nella prima parte il film sembra un remake de La Finestra sul Cortile di Hitchcock, con un giallo da svelare che non presenta elementi sovrannaturali, le inquietanti presenze che aleggiano nella casa spiazzano lo spettatore e lo portano verso una storia di spettri che cela un inquietante segreto.

A far funzionare il film, l’incredibile alchimia tra Pfeiffer e Ford, che riescono a bucare lo schermo e a convincere lo spettatore per l’intera pellicola che il loro sia un matrimonio perfetto, basato sulla reciproca intesa.

Hitchcock è dietro l’angolo dietro ogni ripresa del film, così come nel nome del protagonista Norman (Norman Bates di Psycho), ma quando lo spettatore sembra riconoscere il plot del film hitchcockiano Zemeckis mescola di nuove le carte in tavola, ribaltando i ruoli del buono e del cattivo.

La scena della vasca da bagno che chiude il film ci porta alla celebre scena della doccia in Psycho, con dei picchi di tensione frutto di una grande maestria registica. Il doppleganger è un altro tema de Le Verità Nascoste, che si inscena in maniera plateale nella scena della “possessione” di Caitlin, che da moglie perfetta diviene conturbante oggetto del desiderio maschile. 

Questa visione della donna oggettivata dall’uomo è un riferimento alle teorie femministe e al così detto “male gaze”, il punto di vista maschile che cerca nella donna un’immagine erotica e perversa. 

A distanza di 20 anni, le Verità Nascoste rimane uno dei film hitchcockiani più riusciti, capace di coniugare delle immense prove attoriali con una tensione palpabile e un citazionismo di grande effetto. 

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