la storia infinita
Fantasy e Fantascienza,  Recensioni

La Storia Infinita: la fantasia può cambiare il mondo?

Fantàsia: è questo il nome della terra immaginaria in cui è ambientato La Storia Infinita. Un film che fin dal nome ci conduce all’essenza più pura del genere Fantasy. Cosa rappresenta oggi questo memorabile film?

E’ impossibile non ritrovare Fantàsia in ogni fantasy prodotto per il cinema dal 1984 in poi: è nello specchio che riflette ciò che desideriamo in Harry Potter, è nel mondo fatato di Labyrinth, è nel modo di parlare al plurale di Gollum o nell’epica missione di Frodo ne Il Signore degli Anelli.

Nello stesso tempo, impossibile non pensare a Star Wars di George Lucas (datato 1977), quando vediamo le bizzarre creature raccolte attorno alla Torre d’avorio dell’Imperatrice bambina. 

La Storia Infinita è l’essenza stessa del Fantasy, perché fonda la sua narrazione proprio sulla costruzione di mondi fantastici attraverso l’immaginazione. E’ quello che ogni bambino negli anni ’80 faceva attraverso Dungeons & Dragons: immaginare mondi. Fantàsia esisterà fintanto che gli uomini continueranno a sognare, e non si lasceranno sopraffare dal Nulla.

Il Nulla, rappresentato nel film da una creatura famelica che insegue Atreyu. Il Nulla, l’assenza di ogni sogno o desiderio per dominare le genti e conquistare il potere. Perché è più facile dominare chi non crede in niente. 

C’è una scena ne La Storia Infinita, che più di altre racconta il legame tra le grandi storie e coloro che le portano in vita, ovvero “i lettori”. Quando Atreyu si trova di fronte alla seconda porta dell’Oracolo del Sud, egli apre un varco con Bastian, che sta leggendo La Storia Infinita nella cantina della sua scuola. In quel momento, Bastian terrorizzato getta via il libro, interrompendo per sempre la storia. Atreyu non raggiungerà mai l’Oracolo del Sud, e l’Imperatrice bambina non avrà mai un nuovo nome. 

Questo momento fa dello specchio nell’Oracolo del Sud la prova più pericolosa da affrontare. Perché in una Storia Infinita tutto può accadere, ma essa vivrà fintanto che qualcuno continuerà ad immaginarla, a crearla pezzo dopo pezzo. L’interruzione di Bastian della Storia Infinita rappresenta la fine del pensiero creativo, e dunque di ogni sogno del genere umano. 

Fortunadrago la storia infinita

Il rapporto narratore/lettore, che abbiamo già visto affrontato in altre chiavi in film come Misery, ne La Storia Infinita diviene emblematico dell’importanza vitale di creare mondi fantastici per la sopravvivenza dell’umanità. 

In quest’epoca inquietante e terribile, e in questo 2020 in cui il Nulla di una pandemia globale sembra inghiottire il mondo intero, cosa può insegnarci La Storia Infinita? Forse che per costruire un mondo diverso bisogna immaginarlo attraverso la propria fantasia.

Sentiamo parlare ogni giorni di questa impellente necessità di “ricostruire un mondo diverso”, dove la salvaguardia dell’ambiente e la sostenibilità sono al centro di una nuova idea di vivere. L’immaginazione, in questo, gioca un ruolo vitale per la sopravvivenza dell’umanità. Se la razionalità del capitalismo non ci ha salvati, forse la strada è altrove? 

Non dovremmo essere tutti un po’ come Bastian, chiusi nella nostra cameretta a ricostruire una nuova Fantàsia? Se il mondo deve cambiare, deve appartenere ai sognatori. E a chi non tiene i piedi piantati a terra, ma preferisce volare oltre il possibile in sella ad un Fortunadrago.

Questo ci insegna oggi La Storia Infinita. 

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