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Questa storia non è più disponibile: la protesta sui social degli attori per la chiusura di Cinema e Teatri

Un post nero, con una sola frase: questa storia non è più disponibile. E’ la protesta sui social degli attori della nostra industria del Cinema e del Teatro contro la chiusura delle sale imposta dal nuovo decreto italiano.

Migliaia di lavoratori dello spettacolo sono colpiti una seconda volta dalle misure Anti-Covid, che hanno obbligato tutti gli esercenti di cinema e teatri ad abbassare la saracinesca. Molti artisti, tra cui Piefrancesco Favino e Claudia Gerini, hanno pubblicato sui loro social questo messaggio di protesta. 

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Come abbiamo già detto ieri, la chiusura di cinema e teatri rimane una scelta per lo più ingiustificata, visto che le sale già semivuote permettono di adottare ampiamente misure di sicurezza come il distanziamento sociale e le mascherine, e ad oggi un solo contagio si è registrato nelle sale cinematografiche o teatrali.

La protesta viene dall’Associazione Unita, che chiede al Governo l’introduzione di nuove misure e modelli di sicurezza, ma non la chiusura a tappeto delle sale. Scrive l’Associazione Unita

La chiusura di Cinema e Teatri stabilita nel DPCM del 24 ottobre, fa sì che l’Italia diventi il primo Paese Europeo a non garantire ai suoi cittadini che l’industria della cultura e dello spettacolo continui a produrre per loro; altresì non esistono piani di tutele e ristori equamente ripartiti fra lavoratori e imprese per un comparto bloccato – afferma l’associazione – I Teatri potrebbero restare aperti con capienza al 75%, con distanziamento sociale, con orari anticipati a prima del coprifuoco e fondi di ristoro governativi per i mancati guadagni del settore sofferti soprattutto da parte degli interpreti. Nessun ragionamento è stato fatto in tal senso ma si è preferito procedere con la chiusura in blocco del settore. Teatro e Cinema tuttavia sanno convivere con il Covid perché su 344mila spettatori, da marzo a settembre, è stato constatato 1 solo caso di Covid

Noi di Cinevagabondo ci uniamo alla protesta pacifica di attori e professionisti del mondo dello spettacolo, che per molti significa davvero la fine. 

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