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Drammatici,  Recensioni

Maledetta Primavera: storia di un fiore che minaccia di sbocciare

L’impetuoso sbocciare dell’amore e la sua conturbante forza di attrazione è il tema centrale di Maledetta Primavera, il nuovo film di Elisa Amoruso, che dopo l’acclamato documentario su Chiara Ferragni Unposted ci porta nell’animo di un’adolescente e di sua madre.

Presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, Maledetta Primavera mette in scena le splendide parole della canzone di Loretta Goggi, sviluppando in maniera parallela le vicende di Nina (Emma Fasano) e di sua madre (Micaela Ramazzotti), catapultate in un quartiere di periferia nella Roma del 1989. 

In questo luogo sospeso nel tempo, tra palazzoni popolari e prati senza fiori, c’è un fiore che minaccia di sbocciare: Nina incontra Sirley, una creatura che sembra accogliere dentro di sè sensualità e mistero, ostilità e passione. Sirley è una minaccia pericolosa, e nello stesso tempo una Madonna che accoglie Nina nel suo mondo. 

Che resta dentro di me? Di carezze che non toccano il cuore

Nel tepore di un’estate romana, Nina scopre il complesso gioco dell’amore, quella trappola in bilico tra estasi e tormento che si riflette nella vita di sua madre, incapace di lasciarsi alle spalle un uomo che la fa sentire tremendamente sola. Innamorandosi per la prima volta, le porte della percezione di Nina si spalancano ad alcune verità della vita adulta, tra cui la consapevolezza di non conoscere mai davvero la persona che scegliamo di amare.

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Se Sirley è una scatola sigillata che contiene segreti, lo è anche suo padre, e non di meno sua madre. Il mondo di Nina rimane immutato, e nello stesso tempo tutto cambia.

Che imbroglio se per innamorarmi basta un’ora?

Tutto ciò che accade a Nina in quei giorni in cui il sole sembra sorgere e tramontare negli occhi di Sirley cambierà per sempre la sua esistenza, traghettandola in una nuova fase della vita: le telefonate di sua madre, i suoi stratagemmi per vendicarsi di un uomo che la lascia sola, il primo schiaffo di suo padre, tutto diventa una proiezione di se stessa e del suo rapporto con la ragazza di cui si innamora perdutamente. 

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Che fretta c’era se fa male solo a me?
Quanto può sentirsi solo un fiore che sboccia in un arido prato? La solitudine in cui può gettarci l’amore e nello stesso tempo la felicità che ci dona quando assetati ci nutriamo di lui sono i temi portanti di Maledetta Primavera, un film di formazione che racconta con estrema profondità la metamorfosi di una bambina a piccola donna. 
Che resta di un sogno erotico se al risveglio è diventato un poema?
Resta il miraggio immacolato di una Madonna trasportata su un carro, un’immagine che Nina ricercherà per tutta la sua vita. Resta la scoperta dell’amore, del suo delizioso dolore, un sogno d’estate da cui Nina non si desterà mai. 
 

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