Nightmare Before Christmas
Animazione,  Musical,  Recensioni

Nightmare Before Christmas: il male di vivere raccontato ai bambini

Una volta, quando era ancora bambino, Tim Burton vide un negoziante rimuovere le decorazioni di Halloween per far posto a quelle natalizie: da qui prese vita nella sua immaginazione la fiaba di Nightmare Before Christmas.

Ci sono delle opere culturali che non si limitano solamente ad entrare nella storia per la loro portata innovativa o la capacità di incantare il pubblico, ma che fanno molto di più: impongono uno stile, un immaginario che diventa talmente iconico da trascendere l’opera stessa. E’ il caso ad esempio di Arancia Meccanica, di Grease, e naturalmente di questo gioiello dell’animazione in stop-motion. 

Il Paese di Halloween è l’incarnazione della poetica di Tim Burton, e della sua cifra stilistica unica che è impossibile scindere dal contenuto: gli oggetti, le architetture, i colori e i bizzarri personaggi realizzati a mano dagli artisti di Nightmare Before Christmas richiamano ad un’idea di gotico che attinge dal passato, ma che allo stesso tempo lo rinnova, rendendolo a suo modo “Punk”. Non a caso, questo film è stato di ispirazione per lo stile di migliaia di giovani alternativi, che ancora oggi esprimono se stessi attraverso Jack Skeletron. 

Nightmare Before Christmas

I richiami artistici sono molteplici: le ombre allungate di Nosferatu il Vampiro, i quadri grotteschi di Hieronimus Bosch, le atmosfere circensi e le antiche fiabe per bambini convivono in questo film in una miscela unica che non assomiglia a nient’altro. Tutto ciò a favore di una storia che affronta un tema che inizialmente spaventò non poco la Disney: il male di vivere, l’inquietudine inesprimibile a parole quando non si trova il proprio posto nel mondo, il vuoto esistenziale.

Nightmare Before Christmas

Jack Skeletron è un’icona del disagio giovanile perchè rappresenta quella ricerca di senso in un mondo che non gli appartiene, quell’altrove che in gioventù si ricerca nell’arte, nella poesia, nella musica. 

Ho dentro me che cosa non so, un vuoto che non capirò. Lontano da quel mondo che ho c’è un sogno che spiegarmi non so

Quando Jack scopre il Natale, qualcosa dentro di lui si accende, e il Re di Halloween riscopre una vitalità che sembrava seppellita per sempre. Spinto dalla brama di possedere un’atmosfera, Jack tenta di catturarla, di rapire Babbo Natale. E c’è un altro concetto esistenziale, che questo film porta alla luce: l’evanescenza della felicità, il mistero effimero di ciò che bramiamo e che non possiamo avere, e da qui il loro incanto. 

Jack, attraverso Sally, scopre che ciò che chiamiamo “spirito del Natale” è dentro di noi, e va ricercato nella nostra anima, oltre le barriere della malinconia.  Il doppiaggio italiano del film scelse Renato Zero per incarnare lo spirito di Jack Skeletron, ma soprattutto quella sottile frattura tra disperazione e commozione che solo un’artista di questo calibro poteva narrare. 

Nightmare Before Christmas è un tuffo nel cuore di Tim Burton, nell’immaginario fantastico di un artista che non smette di interrogare le nostre coscienze attraverso i sogni. 

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