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Alla scoperta di Spaccapietre, il film con Salvatore Esposito sul dramma del caporalato

La vicenda al centro di Spaccapietre prende spunto da un fatto di cronaca di qualche estate fa, la morte sul lavoro della bracciante pugliese Paola Clemente, e dall’assurda coincidenza con la morte della nonna dei registi, deceduta lavorando negli stessi campi nel 1958.

Diretto da Gianluca e Massimo De Serio, Spaccapietre è nelle sale italiane dal 7 settembre distribuito da La Sarraz Pictures. Ambientato nella Puglia di oggi, il film getta luce sull’inferno del lavoro sottopagato nei campi, dove ancora oggi nel nostro Paese si sfrutta illegalmente il lavoro tanto di cittadini italiani quanto degli stranieri: è il mondo del caporalato 

Il film è stato presentato durante le Giornate degli Autori alla 77esima edizione del Festival del Cinema di Venezia, e vede nel cast Salvatore Esposito (Gomorra) nel ruolo del protagonista Giuseppe e Samuele Carrino in quelli di suo figlio Antò. 

Dopo un grave incidente sul lavoro Giuseppe è disoccupato. Suo figlio Antò sogna di fare l’archeologo e pensa che l’occhio vitreo del padre sia il segno di un superpotere. Sono rimasti soli da quando Angela, madre e moglie adorata, è morta per un malore mentre era al lavoro nei campi.

Senza più una casa, costretto a chiedere lavoro e asilo in una tendopoli insieme ad altri braccianti stagionali, Giuseppe ha ancora la forza di stringere a sé Antò, la sera, e raccontargli una storia. Gli ha promesso che un giorno riavrà sua madre, e rispetterà quella promessa, a qualunque prezzo.

Spaccapietre con Giancarlo Esposito

Il film è un ritratto crudo e drammatico di una realtà che ancora oggi opprime migliaia di persone in Italia, dove la criminalità e lo sfruttamento si lasciano dietro miseria e una lunga scia di sangue.

Spaccapietre è già nei cinema italiani. Andrete a vederlo? 

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