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Come te nessuno mai: l’amor che moveva il sole e l’altre stelle prima di Skam Italia

Lungo le sponde del biondo Tevere un ragazzo corre in preda ad un’estasi incontrollabile: è il momento più felice della sua vita, quell’attimo in cui il cielo e la terra si incontrano, e l’amore è davvero la cosa più importante. E’ impossibile non pensare al Pinocchio di Collodi vedendo il giovanissimo Silvio Muccino correre verso l’infinito nell’ultima scena di Come te nessuno mai.

E’ il 1999, quando Come te nessuno mai di Gabriele Muccino esce nelle sale; il nuovo Millennio è alle porte, e le sommosse in atto nel Paese preannunciano quello che da lì a due anni esploderà drammaticamente nel G8 di Genova. Non c’è una guerra del Vietnam contro cui scagliarsi o un leader carismatico da seguire per i ragazzi del Liceo di Roma dove la storia è ambientata, nessuno a declamare i  principi chiave per esprimere nuove idee rivoluzionarie o inni alla libertà contro il sistema. Eppure, Muccino ci mostra come la ribellione propria di quell’età sia sempre lì, che scalpita per uscire, quasi fosse un istinto innato che attraversa le generazioni.

La vita politica lascia il posto a vacui pretesti filosofici: il desiderio di non essere omologati, l’odio verso “il sistema”, la voglia di cambiare il mondo in un modo che nessuno codifica più a parole. Senza modelli di pensiero, ci si attacca con le unghie e con i denti alle suggestioni del passato, per condurre la propria Rivoluzione.

Questa assenza di una sua ideologia rende la rivoluzione di Silvio Ristuccia meno importante? Meno forte? E’ questa la domanda che Gabriele Muccino pone al pubblico, e in particolare alle generazioni precedenti. Forse i ragazzi di Come te nessuno mai sono meno impegnati politicamente, ma ciò che li muove non è la stessa voglia di cambiare il mondo di ogni mobilitazione studentesca? La stessa fame di vivere?

Oggi  le storie dei ragazzi di Come te Nessuno vengono narrate da serie tv come Skam Italia, e rivedendo il film di Muccino non si può fare a meno di notare le differenze nel racconto. I ragazzi di Skam Italia sembrano più consapevoli del proprio status sociale, e nello stesso tempo più “isolati”, chiusi in una dimensione privata dove la condivisione passa attraverso le notifiche di uno smartphone. Sembra un mondo diverso da quello raccontato da Muccino, dove lo spirito di gruppo sembra prevalere sull’individualità del singolo.

Eppure, l’amor che move il sole e l’altre stelle è sempre la forza vitale che guida i sogni di questa complessa età della vita, oggi come allora. Come si possono capire i moti dell’animo inscritti sui libri di storia e di letteratura senza viverli almeno una volta a pieno nella loro intensità? Ed ecco che mettere sottosopra la scuola non è altro che crearsi il proprio Paese dei Balocchi, uno spazio di sregolatezza dove poter vivere la propria giovinezza, dove fare l’amore e tendere all’infinito le corde dell’amicizia sono le uniche cose che contano davvero.

Questa non è di per sè una lotta al Sistema? Un’ideologia di libertà che mai esisterà, ma che vale la pena rievocare anche solo per un breve istante? 

E così la corsa di Silvio Ristuccia assume un significato profondo, che risiede nella rivelazione di un segreto che da solo vale più di cinque anni di lezioni di letteratura e filosofia: la passione, l’amore immortale, l’estasi esistono davvero, e per essere liberate necessitano sempre di qualcuno che porti avanti la sua lotta.

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