Anthony Hopkins è Hitchcock
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Hitchcock: quell’ossessione chiamata Psycho

Cosa accomuna Walt Disney ad Alfred Hitchcock? Apparentemente ben poco, visto che il primo narrava di sogni e Principesse e il secondo avrebbe messo il cadavere di Cenerentola nella carrozza. Beh, qualcosa c’è

Entrambi erano vittime dell’ossessione per una storia, che li ha costretti a mettere in gioco il loro patrimonio personale pur di dargli vita sul grande schermo: per Walt Disney era Biancaneve, per Hitchcock il morboso Psycho.

Il film Hitchcock del 2012 diretto da Sacha Gervasi narra proprio la genesi e la produzione di quello che è considerato il Capolavoro del Maestro della Suspense, mettendo davanti alla cinepresa un cast eccezionale: Anthony Hopkins nel ruolo di Alfred Hithcock, Helen Mirren in quelli della moglie Alma, Scarlett Johansson nel ruolo della protagonista di Psycho, Janet Leigh, e Toni Collette nel ruolo della segretaria di produzione di Alfred.

Mantenendo i toni della Black Comedy che sono insiti nell’humour squisitamente British dello stesso Hithc0ck, il film ci racconta la genesi e la produzione del film, esplorando il rapporto complesso e incredibilmente divertente tra Alfred e sua moglie Alma, che fu una figura chiave nella realizzazione del film.

Il film è un vero gioiello per gli appassionati del Cinema, perchè ci riporta con grande dovizia di particolari nella Hollywood del 1960, quando Hithcock era all’apice della sua carriera artistica e le major cinematografiche volevano da lui eleganti noir in stile Intrigo Internazionale o La Finestra sul Cortile.

Ma Alfred Hithcock aveva in mente una storia più oscura, più perversa, che come scopriamo nel film ha origini in incubi e visioni che rimandano al terribile serial killer Ed Gein (che negli anni a venire fu ispirazione per Non Aprite Quella Porta o per Il Silenzio degli Innocenti).

Nella nostra recensione di Psyco abbiamo esplorato lo spessore psicologico e la portata innovativa di questo film, ma all’epoca raccontare una storia di questo tipo era semplicemente inconcepibile, quasi volgare per l’industria del Cinema.

Nel progetto di Alf non vi erano eleganti uomini che seducevano angeli biondi, o panorami mozzafiato della Costa Azzurra. Soprattutto, non vi era un Eroe con cui identificarsi, ma una scellerata ladra che viene messa fuori gioco dopo trenta minuti di pellicola.

Sappiamo tutti l’effetto dirompente che ebbe Psycho sul pubblico, complice anche la geniale campagna pubbblicitaria ideata dal regista, probabilmente il primo caso in assoluto di Guerrilla Marketing per il Cinema.

Oltre ad essere un grande omaggio al film, Hithcock è un intimo viaggio nella vita privata del regista, e nel rapporto profondo e misterioso tra lui e sua moglie Alma, che ha vissuto la sua vita nell’ombra di questa figura così imponente senza aver mai avuto i meriti che le spettavano, dal momento che il suo contributo è stato fondamentale per ogni pellicola. Lo sapevate ad esempio che fu Alma a insistere per aggiungere la musica nella celebre scena della doccia in Psycho?

Un film imperdibile che vi suggeriamo di vedere per capire ancora più a fondo il mondo interiore e cinematografico del Maestro della Suspense.

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