Saturno contro
Drammatici,  Recensioni

Saturno Contro: così accadono i Miracoli

Quello di Ozptek è il cinema dell’animo, dei suoi moti violenti e tumultuosi, delle sue battaglie perse, dei suoi universi di fragilità, dei suoi labirintici percorsi.

Condividere. Questo ci dice Saturno Contro: imparare a condividere la parte più profonda di noi stessi, mettendola nelle mani di coloro che ci amano. Solo così non si potrà mai essere davvero soli, e solo così le persone che ci amano sanno di amarci davvero; e noi, anche noi ci possiamo amare.

Ciò che muove Saturno è la condivisione, che nei momenti più intensi si trasforma in compassione. Una com-passione nel senso più universale del termine, di com-patire insieme, lasciando che le gioie e i dolori di tutti si stringano in un malinconico ricordo, in un pianto, in una sincera risata. E’ questo un percorso di Fede, innanzitutto.

Una fede che non si riconosce in un disegno regolare, ma che anche questa volta, si genera laddove i rapporti umani si liberano di ogni legame con i principi più banali. Quei principi che vogliono che l’amore si manifesti con diversi gradi di intensità, a seconda delle convenzioni. Una Fede che si libera da ogni concezione univoca di famiglia.

Si, perché quella del gruppo di Saturno, come era stato gia con Le fate ignoranti, è una vera famiglia: una famiglia allargata, se vogliamo, una famiglia un po’ speciale… ma è una famiglia: ci sono una mamma e un papà (Angelica e Sergio), che sono anche i custodi e i responsabili di quello spirito di gruppo che non deve cedere mai; e ci sono i più giovani, con le loro paure e insicurezze (la piccola Roberta).

Una famiglia senza gerarchie, dove si è amanti, amici e fratelli nello stesso momento. Un luogo dove le passioni si irradiano violentemente e dove l’amore si libera, spalancando le porte agli altri. Un’unica grande anima che va al di là delle singole individualità, che lotta con tutte le proprie forze per sostenere un principio unificatore.

E’ così che avvengono i miracoli.

E allora nessuno ha più bisogno di chiedere scusa, perchè si va sempre al di là, al di là di tutto. Così anche la morte del più puro dei propri fratelli, del più caro e angelico dei propri figli, non distrugge, ma rende più forti. Un fratello muore, e tutti perdono un pezzo di sè stessi per sempre. Il vuoto dell’anima, la sospensione dell’abbandono, la solitudine di una perdita. E’ in questo momento di profonda disperazione, che avviene il miracolo più grande.

Un angelo muore, e tutti i suoi fratelli si salvano, persino dalla morte stessa, stringendosi insieme a ricucire quel vuoto. Così egli vivrà in eterno, nel ricordo di questa grande famiglia.

Ozpetek, con molta semplicità, ha voluto farci vedere quello che tutti noi viviamo ogni giorno, nei nostri piccoli ma immensi universi. Non è un film moralista, politico, ideologico, e se lo è non lo dà a vedere. Perchè Ozeptek al dibattito preferisce la vita: la vita che è fatta di contraddizioni, come l’amore stesso: ribelle, bizzarro, anticonformista.

L’amore quello eterno, che ti salva e che ti uccide, che ti opprime e che ti libera, che ti abbandona e poi ti avvolge.

Piace credere che ci sia anche solo un pizzico di sincera commozione negli sguardi e nelle lacrime dei protagonisti di Saturno contro. Piace pensare che il personaggio di Accorsi sia un po’ come lui, sempre un pò perso, come un viaggiatore dell’incertezza e che Margherita Buy sia davvero una donna così, fragile e forte come la più sincera delle madri.

Ambra Angiolini

Piace credere che Pierfrancesco Favino, con la sua grandissima intensità, abbia davvero sentito quanto universale è l’amore, che delle regole che continuamente si cerca di dargli francamente se ne infischia! Piace pensare che Ambra Angiolini sia riuscita ad esprimere una incredibile dolcezza perché qualcosa in lei è cambiato davvero, grazie a questo film.

Insomma, piace pensare che quell’empatia, quella forza immensa che muove il gruppo di Saturno in qualche forma si sia generata davvero, attraversando lo schermo del cinema

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