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Moulin Rouge: la ballata Rock dell’amore immortale

Vertiginoso, allucinante, romantico, suggestivo, esperenziale. Moulin Rouge è una vera e propria immersione in un universo sheckerato di bohemiene, pop, rock, drama, comico, citazioni, stacchi, accelerazioni e ritardi, e chi più ne ha piu ne metta!

Decisamente un capolavoro di montaggio e di regia, irradiato da una Nicole Kidman bella come non mai. Questo film fa girar la testa nel vero senso della parola, ma non per confondere, ma per raccontare una storia semplice attraverso i suoni, le immagini, le evoluzioni, i colori, e non solo le parole.

Nicole Kidman in Moulin Rouge

Una storia di passioni, di gelosia, ma soprattutto d’amore, il tema preferito dai poeti e dagli artisti Bohemiene che solcavano le strade di Parigi a fine Ottocento, tra viaggi nelle droghe e serate di balli e perdizioni. 

In uno scenario fortemente teatrale che suddivide la storia in tre atti, il Moulin Rouge diviene il luogo dove le passioni e l’amore possono librarsi, compreso quello tra Christian e Satine. Ma al di fuori di questo luogo sospeso nel tempo della sua funzione, non vi è posto per Satine, creatura fragile come un uccellino in gabbia che pian piano perde la sua luce di diamante splendente e si indebolisce come un passerotto solitario.


Come nella tradizione dei grandi drammi e versi bohemiene, la morte si porta via con crudeltà ció che di bello cresce nei bassifondi della città, e il grido disperato di Christian rimane lì, per sempre sospeso tra le pale del mulino di Montmartre. 

È il destino dei poeti più grandi, quello di struggersi per un amore scivolato via tra le dita, e le cui lacrime si bagnano di inchiostro e danno vita a opere immortali.

Una storia angelica e dannata che è il cuore del Decandentismo francese e della sua poetica, e che Moulin Rouge riesce a raccontare con incredibile potenza visiva 

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