Horror,  Recensioni

Saw, l’enigmista: quando l’Horror esige il sacrificio della carne

Vivere o Morire? Fai la tua scelta! Per leggere questo post per intero, ti chiediamo di fare un sacrificio: tu che hai così tanti “amici”, devi cancellare un amico dalla lista dei tuoi amici di Facebook. Ora.

Fatto? Scherzi a parte, Jigsaw fa esattamente questo: mette gli uomini di fronte ai propri sbagli o debolezze, e gli offre una possibilità di redenzione che richiede un sacrificio della carne. Ecco perché questo è il serial killer che vi consigliamo di evitare: non sarebbe una morte veloce.

Il principio di Saw: l’Enigmista, franchise horror di indubbio successo, è quello della legge del contrappasso che regola l’Inferno di Dante: il peccato che hai commesso per tutta la vita ti verrà ritorto contro per l’eternità.

Per fare ciò, il nostro amico Jigsaw costruisce ingegnose trappole mortali, stuzzicando il nostro piacere nel vedere il dolore inflitto.

Non preoccuparti, è normale che ti piaccia! Tutto ciò che ci coinvolge al livello dei cinque sensi ci attrae inevitabilmente: è così per i programmi di cucina, per il sesso, e chiaramente per il dolore fisico. Non a caso con Saw nasce il termine Torture Porn, per definire quegli horror che fanno della tortura un punto di forza. Se l’uomo non fosse attratto dalla tortura, l’inquisizione non sarebbe esistita.

Ad ogni modo, Jigsaw è davvero una brutta persona, ma coloro che sopravvivono alla sua lezione imparano a cambiare più di quanto accade in un’aula di tribunale o in un carcere federale. E questo rende questo truculento personaggio del cinema horror meritevole della nostra attenzione.

Voi che ne pensate? 

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